* Chi sono *

...un'anima divisa in due entità capricciose, instabili e perennemente in conflitto fra loro: il folletto metropolitano e il folletto mondano, che - ve lo giuro - si odiano da morire...

* Amo *

...un disco dei Rolling Stones...un libro di Nick Hornby...un film di Baz Luhrmann...un gol di Marco Van Basten...una forchettata di rigatoni con la ricotta...un bacio della mia anima gemella...

* Odio *

...le sgradite sorprese...le portate in faccia...l'invidia indotta...l'ingiustizia che rende impotenti...Il momento della resa ineluttabile...

* Briciole *

...se prendi un evento che è inevitabile e lo riporti indietro di un paio d'anni diventa coincidenza perchè le stelle non sono allineate. (John Smith - The Dead zone)

* note & versi *

"Sympathy for the devil" - The Rolling Stones Please allow me to introduce myself I'm a man of wealth and taste I've been around for a long, long year Stole many a man's soul and faith And I was 'round when Jesus Christ Had his moment of doubt and pain Made damn sure that Pilate Washed his hands and sealed his fate Pleased to meet you Hope you guess my name But what's puzzling you Is the nature of my game I stuck around St. Petersburg When I saw it was a time for a change Killed the czar and his ministers Anastasia screamed in vain I rode a tank Held a general's rank When the blitzkrieg raged And the bodies stank Pleased to meet you Hope you guess my name, oh yeah Ah, what's puzzling you Is the nature of my game, oh yeah I watched with glee While your kings and queens Fought for ten decades For the gods they made I shouted out, "Who killed the Kennedys?" When after all It was you and me Let me please introduce myself I'm a man of wealth and taste And I laid traps for troubadours Who get killed before they reached Bombay Pleased to meet you Hope you guessed my name, oh yeah But what's confusing you Is just the nature of my game Just as every cop is a criminal And all the sinners saints As heads is tails Just call me Lucifer 'Cause I'm in need of some restraint So if you meet me Have some courtesy Have some sympathy, and some taste Use all your well-learned politesse Or I'll lay your soul to waste

* Il mio tempo *

* Le mie memorie *

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* Piccoli Folletti Crescono *

Lunatica De Mente

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Il capo dei lombrichi

Il diario del Dottor D

La piccola Sarah Kay

Hellbunny

Mari aka Xena

Sandalosamente Santo

Magna cum laudae

* 33 domande *

Nome? ;-) Compleanno? 23/02 Segno zodiacale? pesci Tatuaggi? no Piercing? 1…ma saranno 2 tra breve Sei innamorata? impossibile negarlo Ti piaci? il folletto metropolitano direbbe di no, quello mondano direbbe di sì Hai gia' amato al punto di piangere per qualcuno? sempre Pepsi o coca-cola? coca Whisky o vodka? Whiskey? Cos’è il Whiskey? Ti fidi dei tuoi amici? ho imparato a non farlo Colore preferito? celeste Misura di scarpe? 36 Numero preferito? 23 Musica preferita? tutta quella che discende dal blues Doccia o bagno? dipende dal contesto… Cosa odi? l’incapacità di esprimere le proprie emozioni Come ti vedi nel futuro? creativa Quale dei tuoi amici vive il piu' lontano? robin CD preferito? jagged little pill – Alanis Morissette Di cosa hai paura? della solitudine emotiva La prima cosa a cui pensi quando ti svegli? a lui… Il tuo film preferito? magnolia se potessi essere qualcun altro chi saresti? Natalie portman. O Batman. Cosa c'e appeso al muro della tua camera? tutto il mio mondo Cosa c'e sotto il tuo letto? i miei sogni conclusi Sport preferito? ginnastica artistica Timida o estroversa? Tutt’e due Soprannomi? nessuno, come me li danno mi scivolano addosso Una frase che non ti piace? chiunque può sbagliare nella vita… Hai paura della morte? sì A che ora vai a letto di solito? dipende… Ti piace ricevere in regalo dei fiori? Una volta pensavo di no. Ma ora so che mi sbagliavo

* Quanti siete... *

*loading* folletti passavano di qua...

* Linkami *

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* ...Look who is talking now...*

lunaticademente in 110. E' festa

25/02/2008

*110. E' festa *

Tutto il mio mondo




in un punto riunito




sorrideva a me




sogno reale era




infinita forza mia.







Sabato era il mio compleanno. Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.




Ariel













La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 19:49
*commenti (13)*

04/12/2007

*109. Magari è un buon segno... *

Ho imparato che nessuno è perfetto...Finché non ti innamori. Ho imparato che la vita è dura...Ma io di più!!! Ho imparato che le opportunità non vanno mai perse. Quelle che lasci andare tu... le prende qualcun altro. Ho imparato che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un'altra parte. Ho imparato che bisognerebbe sempre usare parole buone...Perchè domani forse si dovranno rimangiare. Ho imparato che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto. Ho imparato che non posso scegliere come mi sento...Ma posso sempre farci qualcosa. Ho imparato che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato per la vita. Ho imparato che tutti vogliono vivere in cima alla montagna....Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali. Ho imparato che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta. Ho imparato che è meglio dare consigli solo in due circostanze... Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita. Ho imparato che meno tempo spreco... più cose faccio.


Ho ricevuto queste parole via mail, stamattina. A prima vista sembravano la classica accozzaglia di frasi fatte. E forse lo sono. Ma mi hanno messo addosso un certo qual ottimismo che, vista la situazione, non  voglio lasciar scappare. Magari è un buon segno, magari no. Io però le lascio qui, nella speranza che servano a qualcosa.


Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.


Ariel







La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 17:28
*commenti (10)*

26/11/2007

*108. Mi ha detto il Liga che devo mettere in circolo il mio amore *

Hai cercato di capire e non hai capito ancora se di capire di finisce mai. E questo lo so, figurati...lo dice Socrate, lo dice Eduardo, lo dice pure mia madre...figurati se me lo dimentico. Il fatto è che qua c'è troppa roba che non si capisce e io mi sento veramente un po' sperduta, sola e senza speranze.


Hai provato a far capire con tutta la tua voce anche solo un pezzo di quello che sei. Ah sì, quello sì...ma da una vita. Calcolando quanto sono egocentrica non c'è mica da stupirsi. Il fatto è che alla gente non è che gliene freghi poi molto di quello che sono io. Cioè al massimo mi dicono di star zitta, di non fornire informazioni non richieste, di non sottolineare continuamente le mie doti per mettere a tacere le frustrazioni. E io così ho fatto. Solo che ora non lo so più manco io chi sono.


Con la rabbia ci si nasce o ci si diventa tu che sei un esperto non lo sai. Sante parole. In effetti non so se quel demone che saltuariamente (ma sempre più spesso) mi invade e mi trasforma con una maestria invidiabile nella ragazzina dell'Esorcista ce l'ho sempre avuto. Secondo me no, perchè se riguardo indietro non mi ricordo di me stessa tremante, con gli occhi di fuori e senza respiro. Sì, dev'essere una cosa di adesso. Non che mi piaccia particolarmente, ma di essere diventata un'esperta non posso negarlo.


Perché quello che ti spacca ti fa fuori dentro forse parte proprio da chi sei. E questo potrebbe essere un problema. Perchè è proprio quello che non riesco a capire. Voglio dire, prima non ero così o lo ero senza saperlo? Sono stati gli eventi a trasformarmi o semplicemente è una parte di me che ha preso il sopravvento? Vorrei poter chiedere aiuto a qualcuno, ma ho paura di scoprire che nessuno sia in grado di ascoltarmi.



Metti in circolo il tuo amore come quando dici "perché no?" 
Metti in circolo il tuo amore come quando ammetti "non lo so"...come quando dici "pecrhé no?" Io ci sto provando. Giuro, ci sto provando. A non incazzarmi per qualsiasi stupidaggine, a non saltar su come una pazza ogni volta che la cose non vanno come dico io, a non fare l'inferno quando nessuno sembra capire quello che io ho in testa. Però se poi ci si mettono pure i genitori separati, le zie in manicomio, gli incidenti di macchina e i collassi diventa tutto più complicato. E poi va' a vedere se è nato prima l'uovo o la gallina, va'...



Quante vite non capisci e quindi non sopporti perché ti sembra non capiscan te. In re busillis, diceva qualcuno. Non vorrei passare per esaltata quando mi sembra di stare un gradino sopra ai 3/4 della gente che ho intorno. Ma sto ancora aspettando che qualcuno mi smentisca pesantemente. Poi passiamo anche parlare di gap generazionali e di livelli diversi di crescita. Ma io preferisco continuare ad aspettare (e sperare).


Quanti generi di pesci e di correnti forti perché 'sto mare sia come vuoi te. Ci sono tanti altri pesci nel mare, ci si prende a pesci in fascia, si fa il pesce in barile...ma che ne so, io di pesci non ne parlerei. A me manco mi piace il pesce.



Metti in circolo il tuo amore come fai con una novità...Metti in circolo il tuo amore come quando dici si vedrà...come fai con una novità E' quello che vorrei tanto che accadesse. Vorrei smettere di sentirmi tesa come una corda di violino e sballottata come una foglia di inverno. Vorrei riuscire a ritrovare quella serenità, quella calma interiore che mi permetta finalmente di nuovo di dire "perchè no?" o "si vedrà" o "non lo so"...che mi permetta di andare incontro a una novità che faccia sorridere. E non necessariamente piangere di rabbia.



E ti sei opposto all'onda ed è li che hai capito che più ti opponi e più ti tira giù. Devo lasciarmi trascinare? Dovrei smettere di resistere? Non so se sia il caso, onestamente. Se non altro, non è nel mio carattere. E' un po' come con il pesce (Aah...'ste metafore marittime non mi hanno convinto.)


E ti senti ad una festa per cui non hai l'invito per cui gli inviti adesso falli tu. Questo veramente è così da sempre. Ce l'abbiamo sempre avuta la sgradevole sensazione di trovarci in mezzo a sconsociuti, a gente che non ci volesse o che non ci capisse, in mezzo a degli alieni. (O gli alieni eravamo noi?) Il punto è che io ho passato gli ultimi 12 anni a invitare gente alle mie feste per il timore di scoprire che poi la gente non invitasse me alle loro. A un certo punto ho smesso. E l'illuminazione lampante è stata che effettivamente nessuno mi invitava. Quindi sinceramente non lo so cosa è peggio. Forse è giunta l'ora di stare a casa a guardare la tivvù.



Metti in circolo il tuo amore come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore come quando ammetti "non lo so"...come quando dici perché no. Ma non mi va di arrendermi. Mi va di continuare a provare. Perchè se non altro l'istinto a fare felici gli altri mi è rimasto. Chissà, magari forse un giorno imparerò anche a far felice me stessa. Per adesso riesco solo a sentirmi in colpa per qualsiasi cosa faccia e per qualsiasi desiderio mi capiti di esprimere. A forza di mettere tutto in discussione per provare ad avere sempre la coscienza a posto (...maledetta Creta '05...) ormai non sono più in grado di volere qualcosa. E nemmeno di non volere niente. Quindi forse è il caso di provare a cambiare, di provare a respirare più piano, di provare a sentire lo scorrere dei minuti.  


Sarò in grado? Non lo so...


Servirà a qualcosa? Si vedrà...


Ne varrà la pena? Perchè no?


Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.


Ariel

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 16:13
*commenti (10)*

07/11/2007

*107. Una buona causa *


SALVIAMO IL MAESTOSO

 

Il cinema Maestoso (via Appia Nuova 416/420) è stato il primo Multisala della storia di Roma ed è ora a rischio chiusura, in seguito alla decisione dei proprietari attuali del complesso, di adibire i suoi locali a centro commerciale.

Questa iniziativa getta sulla strada 14 famiglie, costringe alla chiusura una palestra, due negozi e la storica sala situata nel cuore del IX Municipio, recando anche un grande danno alla vita culturale e sociale del quartiere, che ha subito già la chiusura di tutte le altre sale.

 

Il link qui sotto manda a una petizione per cercare di salvare il nostro cinema di quartiere...firmate e spargete la voce...chiunque conoscete che ci possa dare una mano per evitare questo disastro è ben accetto: giornalisti, scrittori, uomini d'affari o di spettacolo, bloggers, insomma chi volete...fate girare la voce ma soprattutto firmate

 

Grazie :)

 

 

http://firmiamo.it/sign/list/salviamoilmaestoso

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 13:31
*commenti (6)*

21/10/2007

*106. Anche se di norma io credo più alle fate che a queste cose... *

...proviamo a vedere se anche questa volta ce la metteranno in quel posto.


Io no ho tanta voglia di trasformare il mio blog in una testata giornalistica. Cioè, pensavo di diventare pubblicista, prima o poi...ma non così presto e non in questo modo! Perciò, anche se di norma non lo faccio, stavolta ho firmato.


Volendo capirne di più, fate un salto sul blog di Beppe Grillo. Volendo firmare, invece, fate un salto su



http://firmiamo.it/nointernettax



La piccola Ariel


La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 12:30
*commenti *

08/10/2007

*105. ...ma Tom Cruise non era sterile? *

In teoria può succedere a chiunque. È già successo a molti. Stavolta è successo a me. Passeggiavo per il corso principale di Milano Marittima, ovvero la Beverly Hills, ma che dico Beverly Hills…piuttosto la Orange County del Bel Paese. Cercavo di confondermi coraggiosamente tra una vetrina di Liu-Jo e un American Bar di ultima generazione, quando il mio sguardo è stato catturato da una visione a dir poco inusuale, quasi mistica… Libri, tanti e tanti libri disposti con cura e precisione meticolosa! Anche se la contingenza mi sembrava impossibile, quella che troneggiava davanti ai miei occhi, pochi metri più in là, era davvero una bancarella che vendeva voluminosi bestseller con le copertine colorate e i titoli scritti in grandi caratteri d’oro e d’argento. Cercavo con gli occhi Tom Clancy, o John Grisham, o Wilbur Smith…e invece non sapevo quanto mi sbagliavo. Quei cordiali signori vestiti in maniera impeccabile e – per di più – rigorosamente tutti uguali non erano affatto dei volenterosi promoter di certa letteratura commerciale, di successo e dal facile adattamento cinematografico. Piuttosto, erano invece dei fedeli e incorruttibili adoratori delle parole lucenti che stringevano tra le mani: Ron Hubbard, Dianetics, insomma – a farla breve – Scientology. Esatto! Quelli che pensano che il mondo sia governato da un terribile e ancestrale mega-alieno il quale, tanto tempo fa in una galassia lontana lontana, per fare un po’ di spazio nell’universo ha radunato tutti i suoi nemici nei pressi di un vulcano (chissà, forse con la scusa della festa per il battesimo dei figli di Britney Spears) e li ha fatti saltare tutti in aria, spianando così la strada alle nuove strategie per la libera concorrenza economica. Quelli che pensano che veramente Tom Cruise sposti gli oggetti e che John Travolta abbia riportato la sua carriera ai fasti dei febbricitanti anni ’70 grazie a strani aggeggi chiamati E-meter. Insomma…quelli là. Che credono a tutte queste fichissime cose alle quali però – purtroppo – io non credo. Schiacciata dunque tra l’incudine della pruriginosa curiosità e il martello della sospettosità verso l’ignoto dileggiato, non sapevo se avvicinarmi per capire cosa dicessero questi illuminati quando accalappiano la gente o se darmela a gambe all’istante. In effetti, non ho avuto il tempo di scegliere. Più sfuggente di una pantera e più infido di un viet-cong, mi si è infatti avvicinato un cordialissimo marcantonio somigliante a Gianni Fantoni ne L’imitazione di una mozzarella di bufala, che sfoggiava un sorriso squisitamente americano e che avrei potuto trovare benissimo dietro ad uno sportello delle Poste. “Eccoci qua” pensavo. “Adesso mi chiede se mi interessa la mente e io con tutta sincerità rispondo di sì e che proprio per questo non ho alcuna intenzione di parlare con lui”. E invece – colpo di scena – il simpatico gigante mi ha chiesto (senza smettere mai un attimo di sorridere, come nella pubblicità del dentifricio) se mi piacesse leggere. Ancora prima di accorgermene, mi sono ritrovata a rispondere che in effetti sì, mi piaceva molto. Ed è stato esattamente in quel momento che mi è venuto in mente un particolare fondamentale: io sapevo chi fosse lui…ma lui non sapeva chi fossi io. Quindi, potevo tranquillamente lasciarmi abbindolare come una comunissima star di Hollywood che non sappia come buttare i propri fantastiliardi in maniera migliore. Potevo ascoltare come quel novello Gianni Fantoni sperasse di convincermi a credere alla futura resurrezione del suo Maestro o al fatto che masturbarsi sia gravissimo (…ma qualcuno gliel’ha detto che non sono gli unici a predicare certe cose?) Magari potevo imparare qualcosa di nuovo, o iniziare una nuova vita, o soprattutto svelare un arcano che mi tormentava già da diverso tempo. Ovvero: qualcuno si ricorda che una quindicina di anni fa Tom Cruise era sposato con una bellissima modella di nome Mimi Rogers, colei – tra l’altro – che lo introdusse alla chiesa di Scientology? Qualcuno si ricorda che costei lo mollò in tronco accusandolo di sterilità? Qualcuno si ricorda – non a caso, evidentemente – che durante il felice matrimonio con Nicole Kidman, Tom decise di adottare due bambini? Ecco, mi chiedo io, perché non se lo ricorda lui? Avrebbe potuto tranquillamente gridare al miracolo, seduto su un divano di Oprah Winrey, stringendo al petto la piccola Suri e sorridendo alla sua prezzolata mogliettina in cerca di successo. Avrebbe potuto dire che era tutto merito della sua religione, dei suoi maestri, dei suoi dogmi di fede che lo avevano reso un uomo nuovo. Già. Ma Tom non l’ha fatto e io, dal tanto lambiccarmi per l’inutile dilemma, vorrei poterglielo consigliare personalmente (…se non fosse assolutamente contro i miei principi morali proporre vincenti strategie di comunicazione a religioni dalla dubbia credibilità).  Nel frattempo, però, mentre io mi cercavo di chiedere al buon Gianni Fantoni de noantri perché Tom Cruise non fosse più sterile, lui aveva iniziato una solfa di rara complessità retorica. Mi ha detto che quello che ha in mano è un bestseller famosissimo, di cui sono state vendute enormi quantità di copie, scritto da un autore stimato di grande talento (…motivo per cui io non ho avuto il coraggio di lanciarmi nella mia crociata TomCruiseEraSterile.It) Mi ha spiegato che il libro che ha in mano è praticamente l’unico modo garantito per arrivare a conoscermi veramente, ponendomi domande illuminate tipo: “Sei mai arrivata in qualche luogo dove sentivi di essere già stato?” Oppure: “Sei stata turbata da un film o da un libro al punto da chiedertene il perché?” Ma soprattutto: “HAI MAI VISSUTO PRIMA DI QUESTA VITA?” Il gigante gentile, incoraggiato dai miei sorrisi incantati con cui mascheravo completamente l’istinto di scoppiargli a ridere in faccia, mi ha spiegato che questo libro avrebbe sicuramente cambiato il mio modo di vedere il mondo, il mio stile di vita, la mia capacità di scelta. E io ormai ero completamente catturata dalla sua dianeti…pardon, dialettica ed ero pronta a sciogliermi fra le sue possenti braccia, quando lui mi ha chiesto: “Sei un’imprenditrice?” “Comincio a…imprendere” Ho risposto io, che proprio non avevo voglia di ammettere la mia temporanea disoccupazione al mio nuovo guru spirituale. Perfetto, ho proprio qui il libro che fa per te!” Ha risposto lui, raggiante ed ignaro di aver commesso il suo più grave errore. Mi ha teso un libercolo di nemmeno 50 pagine, smilzo, sottile e privo di grafica accattivante, dal titolo Come fare sempre la scelta giusta. Leggendolo, mi ha spiegato, potevo avere la certezza che non avrei sbagliato mai più niente in vita mia, che ogni passo che avrei fatto sarebbe stato sempre il migliore. A cominciare, naturalmente, dall’acquisto del libro, visto che lui mi avrebbe fatto un grande sconto. (Grande? E quanto grande poi? Una copia di “Topolino” viene 2 euro e 10 e questo libro era sicuramente più sottile…che il manuale per trasformarmi in un essere sempre vincente costasse quanto un francobollo?) Purtroppo, quell’ultima proposta mi aveva scoraggiato…com’era possibile che la chiesa più potente del mondo, la chiesa che sta per spillarci lentamente ma inesorabilmente tutti i nostri averi, la chiesa che ha guarito Tom Cruise dalla sterilità, potesse predicare la chiave per l’onnipotenza in un libretto del genere? Proprio non riuscivo ad accettarlo…eppure, chissà, forse il segreto stava tutto lì. O forse il vero problema stava nel fatto che io non fossi stata illuminata dalla fede. Ma alla fine non ho potuto far altro che sorridere cordialmente al mio amico Gianni e restituirgli il potentissimo opuscolo. Non ne ero degna, gli ho spiegato, e gli ho promesso che sarei tornata solo quando sarei stata pronta ad accogliere in me un insegnamento tanto grande. E così, con ancora tutti i miei soldi nel portafoglio e nel cuore il dilemma della capacità di procreare del protagonista di Top Gun (perché era lui, anche se ora non ama ricordarlo...!), sono tornata sui miei passi, a confondermi coraggiosamente tra una vetrina di Liu-Jo e un American Bar di ultima generazione. Era stato bello, per qualche attimo di intensa illuminazione, pensare di essere a un passo dai più grandi segreti del mondo. Ma chissà…forse davvero non era giunto il mio momento. E poi, comunque, potevo ancora tentare con i neopentecostali carismatici, con gli avventisti del settimo giorno, con i moonisti, con i Raeliani, con Osho o con Sai Baba. Di tempo ce n’era ancora tanto e il corso principale di Milano Marittima era piuttosto lungo. Perciò, sul momento, la cosa più sensata da fare mi è sembrata consolarmi con un bel gin lemon perché – chissà – forse non potevo escludere di aver vissuto una vita precedente…ma quello di cui volevo essere sicura era di vivere per bene l’attuale.  




Ariel

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 12:28
*commenti (3)*

04/10/2007

*104. Il grande freddo di inizio estate *

Ooh, I bet you're wondering how I knew

About you're plans to make me blue

With some other guy that you knew before.

Between the two of us guys

You know I love you more.

It took me by surprise I must say,

When I found out yesterday.

Don't you know that...

I heard it through the grapevine

Not much longer would you be mine.

Oh I heard it through the grapevine,

Oh and I'm just about to lose my mind.

Honey, honey yeah.

I know that a man ain't supposed to cry,

But these tears I can't hold inside.

Losin' you would end my life you see,

Cause you mean that much to me.

You could have told me yourself

That you love someone else
.


(M.G.)


Dal giorno in cui avevo iniziato a pensarlo per scherzo, sapevo che l'avrei fatto sul serio. E in fondo, sapevo anche che ci sarei riuscita. Erano trascorsi 10 anni esatti dalla maturità del deprecabile e invincibile III E e bisognava rivedersi. Ma sì...senza stare ad aspettare che ci scappasse il morto, come nel film. Ed infatti, così è andata: 27 giugno, ore 21, tutti allo Stairs. Presenti in toto: 16 su 27. La sottoscritta: si stava cagando addosso. Li stavo per rivedere, dopo 6 anni dallo scazzo finale, dopo tanto silenzio e contatti stentati, dopo che finalmente l'adolescenza era scivolata dietro la linea d'ombra. In effetti non ho mai capito se Lui avesse mai saputo e se l'Altro avesse mai parlato. Non avevo mai capito se (almeno) uno dei due fosse riuscito a perdonarmi. Non avevo mai capito se per qualcuno dei due il mio ricordo significasse ancora qualcosa. Eppure, non ho mai smesso di chiedermelo nemmeno per un secondo. E non ho mai smesso di sentire i morsi e i rimorsi della coscienza tutte le volte che ho ammesso a me stessa che sono stati loro due i punti cardine della mia adolescenza. Loro mi hanno svezzato, loro mi hanno preso per mano e mi hanno condotto dove io non avrei mai avuto il coraggio di andare sola, loro mi hanno fatto soffrire il duro smacco dell'abbandono. E io ho fatto loro le cose peggiori che un'adolescente può combinare...con la lucida coscienza di chi non sa quello che sta facendo, ma sa solo che vuole andare oltre. Giusto un po' più in là, giusto per vedere dopo che succede. E infatti è così che li ho persi. Tutti e due. Lui che mi amava e l'Altro che mi dichiarava amicizia sotto le lenzuola, le due metà complementari del mio uomo ideale (che, per fortuna, poi ho scoperto esistere...e tutto intero). Ed è stato così che me li sono ritrovati davanti, tutti e due, su una sponda di Lungotevere all'una di notte. Lui aveva accettato subito l'invito alla festa, l'Altro non ne voleva sapere di venire. Lui non mi aveva parlato per metà della serata, l'Altro era con la donna al concerto di Vasco. Lui aveva cominciato a farmi delle foto di nascosto, l'Altro doveva accompagnare la donna a casa. Lui aveva continuato a chiamare l'Altro per tutto il tempo, cercando di convincerlo a raggiungerci. Alla fine ce l'aveva fatta.


...forse non sapeva, allora, o forse si erano parlati e si erano perdonati tutto..già, ma a me, chi mi avrebbe perdonato? E soprattutto, chi me lo avrebbe mai comunicato?


Lui aveva continuato a fare lo scemo per tutta la sera sapendo come indispettirmi, l'Altro si era presentato con un pancia inaspettata e una birra in mano. (Aveva sempre bevuto, per prepararsi a una situazione che temeva di non sostenere...) E alla fine ci siamo ritrovati a scoprire che al concerto degi Iron Maiden c'eravamo tutti quanti, a uno sputo gli uni dagli altri, e ch c'erano tante cose che ancora ci accomunavano e che certi sorrisi uno proprio non se li dimentica...nè come si fanno, nè come si ricevono. Abbiamo scoperto che su certe battute ridevamo ancora tutti allo stesso modo, mentre Lui continuava a fotografarmi di nascosto anche se alla fine la parola me la rivolgeva. Abbiamo scoperto che l'Altro continuava a essere geloso di chi mi sta accanto, anche se non si è mai capito in nome di quale sentimento. E se si erano portati appresso la lupara per ottenere ciò che spettava loro, si vede che alla fine non l'hanno usata visto che la piccola Ariel è ancora viva. Ma l'unica cosa certa è che io ho pagato per tutto quello che ho fatto. Perchè li ho persi, perchè non ho potuto continuare a crescere con loro, perchè non ho potuto mai dirgli veramente quanto bene volessi loro e quanto gliene voglia ancora. E perchè - nonostante abbia organizzato una festa apposta e nonostante abbia ormai qualche anno sulle spalle - alla fine non sono riuscita a capire nè se abbiano mai saputo, nè se mi abbiano mai perdonato, nè se il mio ricordo significhi ancora qualcosa per loro. Io so che li amerò sempre, nel ricordo e nel rimpianto, finchè morte non mi separi dalla loro ombra dentro me


...ma questa è un'altra storia e purtroppo credo proprio che non la potrò raccontare mai.



Ariel



La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 18:42
*commenti (2)*

14/09/2007

*103. L'estate del 2007 *

L'estate sta finendo

e un anno se ne va

sto diventando grande

lo sai che non mi va.

In spiaggia di ombrelloni

non ce ne sono più

è il solito rituale

ma ora manchi tu.



(F.R.)




Ero arrivata all'inizio di agosto completamente esaurita, isterica, sfibrata, delusa, sfiduciata, sola. Non sapevo da dove poter estrarre le forze per riuscire ad affrontare un nuovo anno lavorativo che - date le premesse - non sembrava migliore del precedente. Andavo avanti per forza di inerzia e senza un piano esistenziale delineato. Sembrava decisamente l'inizio della fine, quanto meno di quella me stessa che tutti supponevano (in maniera erronea? ipocrita? superficiale? tenera?) di conoscere.

Ma poi è arrivata l'estate.

E spostandosi tra la Catalunya, la Svezia, la Francia e l'Italia,  il Folletto Metropolitano a cominciato a  ritrovare la sua natura errabonda e  individualista. Con quel familiare pizzicorino sotto pelle, da tempo ormai smarrito e un po' quasi rimosso, è andato a cercare lo stordimento artificiale tra infusi e pozioni magiche (nuovi o sconosciuti che fossero). Il Folletto ha ripreso lentamente a prendersi cura di se stesso, ad ascoltare le proprie emozioni, ad assecondare i propri impulsi e e desideri, a lasciar riposare le proprie lacrime. Il Folletto ha fatto un viaggio dentro e fuori di sè, rincorrendo il passato e dando un nome al futuro, percorrendo cammini già percorsi ed esplorando territori fascinosamente sconosciuti. Il Folletto si improvvisamente riscoperto felice, leggero, tranquillo. In pace.

Ed è stato grazie ai raggi di un sole straniero, alle acque di un mare lontano, agli aromi di un'aria diversa.

Ma soprattutto è stato grazie alla sua vera patria emotiva, a quella comunità di esuli dispersi che rimarranno sempre la sua controparte spirituale, a quelle anime libere che - anno dopo  anno - continuano a custodire nel proprio cuore qualche piccola scheggia d'anima che il Folletto ha lasciato dietro di sè nei suoi pellegrinaggi scomposti. Lo ricordano, l'aspettano, l'accolgono ogni volta che decide di tornare. E continuano a capirla all'istante, con la poderosa telepatia del Primo Giorno, perchè - anche se uno scherzo inevitabile del destino li ha separati - lo sanno tutti che affinità più grande al mondo non potrebbe esistere.

Un pescarese inaffidabile, un biondino ambizioso, una ladra dark, un inglese imbattibie, una mamma irresponsabile, una coppia inseparabile, un economista in erba, un ex militare troppo buono. (E va doverosamente aggiunto, anche se non per motivi cronologici, un argentino esteta).

E' a loro che va il grazie più commosso dell'estate 2007. Ai fratelli di sangue migliori che si potrebbe mai avere. Alle anime affini e gemelle che costellano il mappamondo di punti di riferimento inaffondabili. A chi sa sempre dare un nome al tormento che stravolge l'anima del folletto...anche se da quattro anni non se ne avevano più notizie.

...L'estate stava finendo, quel pomeriggio al tramonto sulla spiaggia di Milano Marittima. Il mare aveva violentemente chiamato e il Folletto aveva riposto all'istante. La catarsi alchemica era stata inarrestabile. E soprattutto aveva funzionato.

Ora è quasi autunno, ho una madre con cui riesco di nuovo a parlare, un'ipotesi di lavoro da urlo, una nuova capacità di dialogare e un daimon di nome Hermione. Le prospettive ci sono tutte, come due anni fa in quel giorno di settembre a Milano...

...ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.

Ariel

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 13:40
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31/07/2007

*102. Giudizi universali *

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore

ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole

Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l'odio

Torre di controllo, aiuto, sto finendo l'aria dentro al serbatoio



(S.B.)




Le avevamo sempre detto che non la capivamo, che sbagliava, che non si poteva tenere tutto dentro senza parlarne con nessuno...perchè prima o poi sarebbe esplosa. Eravamo sempre stati piuttosto sicuri delle nostre parole, delle nostre certezze con fondamenta di polistirolo...e invece no, aveva ragione lei. Perchè  non c'è proprio niente da dire quando ti sbatte contro un dolore di dimensioni inimmaginabili, di quelli che mai nella vita avresti potuto prevedere, e che non ha l'aria di andarsene presto presto (o se non lui, sicuro almeno le sue conseguenze).

E poi, comunque, chi ti starebbe a sentire? Nemmeno quelli che ti dicevano di parlare, di raccontare, di sfogarti. Perchè, poveretti, superata una certa soglia di dolore, non c'è racconto, non c'è comprensione, non c'è solidarietà. C'è solo la speranza di riuscire ad andare avanti.

Non a caso - e ti eri sempre chiesta perchè, e solo ora l'hai capito - quel poveraccio di Harry Potter da ben sette libri si scarrozza quella minchia di cicatrice in fronte, cercando disperatamente di non fottersi l'esistenza, cercando utopicamente di salvare il mondo. E gli avete mai sentito proferire verbo su come si possa sentire? No. Mai. E gli altri giù a dargli dell'esaltato, del coatto, del rosicone. E invece no, perchè - come la lei di cui sopra - ha ragione lui.

Le cose si alterano, non rimangono più uguali a se stesse, e gli altri non solo non sapranno mai perchè...ma alla fine nemmeno se ne accorgeranno.

Si abitueranno a chiederti "che fai?" piuttosto che "come stai?" senza riflettere sul motivo che ti spinge a riempire automaticamente ogni singolo giorno della tua vita di eventi, di impegni, di scadenze. (Perchè non vuoi pensare, ma tanto nemmeno loro.)

Si abitueranno a perdere l'abitudine di parlare al telefono con te, senza nemmeno chiedersi come mai hai rinunciato a uno dei tuoi passatempi preferiti. (Perchè non hai tempo, immagineranno. Perchè non ne sei più capace, triste verità).

Si abitueranno a vederti come la splendida, inappuntabile, indefessa padrona di casa, senza nemmeno chiedersi dov'è che ti nascondi durante tutta la festa (Fra le ombre dell'indifferenza, sussurra una voce da lontano, chissà da dove...)

Si abitueranno alla tua nuova, fredda irascibilità, inflessibilità, rigidità mentale, tassatività ontologica, senza nemmeno chiedersi che fine ha mai fatto il ciclone emozionale che c'era prima.

Beh....spiegheresti tu, se qualcuno te lo chiedesse...è sparito dietro a un anno che per la tua anima sfibrata è durato più degli ultimi 27, fra le pieghe di una mente fortemente in diffiicoltà, dietro a una serie di sensi di colpa spuntati dal passato e niente affatto intenzionati ad andarsene, dietro a tanti dubbi dolorosi e lancinanti domande che per adesso ti tormentano senza lasciarti tregua per una risposta.

Ti aggrappi disperatamente alla grande Stella Polare della tua vita, l'unica con cui ancora riesci a comunicare veramente, l'unica che pazientemente prova a capirti...mentre tu attendi con silenzioso terrore il giorno in cui riuscirai a farla scappare con l'ennesima delle tue follie.

Finirai per abituarti una volta per tutte all'idea di essere il pilastro fondamentale che nessuno nota più, l'anima buona a cui non vale nemmeno la pena di far del bene, la persona tanto profonda che incredibilmente non soffre mai.

Alcune volte penserai di essere tu qualche passo più avanti, altre volte penserai che siano gli altri qualche passo più indietro, altre volte ancora - come in queste calde serate mezz'estive - penserai di essere semplicemente molto sola. E sarà lì che ti troverai più vicina alla verità. Non per cattiveria di nessuno, ma per ineluttabilità del destino. Ti limiterai a farci un mezzo sorriso ad andare avanti, piano piano.

Ripenserai a  chi c'era prima  e oggi non c'è più...a chi c'è adesso , che magari prima non voleva esserci...e chi si aggiungerà lungo il cammino. Ti scenderà una lacrima, forse avrai un brivido di freddo, cercherai il tramonto all'orizzonte e anche la forza per muovere il prossimo passo. E anche se non sarà piacevole, anche se preferiresti schiantarti al suolo, lo farai...non dubitare.

E probabilmente, per farti coraggio, ti scoprirai a pensare a Harry Potter e a Ginny Weasley sulla banchina di King's Cross, all'altezza del binario 9 e 3/4...



...ma questa è un’altra storia e (ancora) non si può raccontare.





Ariel

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 20:13
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10/05/2007

*101. Sk8ter Boi, ovvero: la mia Nemesi *

He was a boi she was a girl can i make it any more obvious

he was a punk she did ballet what more can i say

he wanted her she'd never tell secretly she wanted him as well but

all of her friends stuck up their nose they had a problem with his baggy clothes

He was a sk8ter boi she said see ya later boi he wasn't good enough for her

She had a pretty face but her head was up in space she needed to come back down to earth

5 years from now she sits at home feeding the baby she's all alone

she turns on tv guess who she sees sk8ter boi rockin up MTV

she calls up her friends they already know and they've all got tickets to see his show

she tags along stands in the crowd looks up at the man that she turned down

He was a sk8ter boi she said see ya later boi he wasn't good enough for her

now he's a super star slamin on his guitar does your pretty face see what he's worth?

Sorry girl but you missed out well tough luck that boi's mine

now we are more than just good friends this is how the story ends

too bad that u couldn't see, see the man that boi could be

there is more that meets the eye I see the soul that is inside

He's just a boi and Im just a girl can I make it any more obvious

we are in love haven't you heard how we rock each others world

I'm with the sk8ter boi I said see ya later boi I'll be back stage after the show

I'll be at the studio singing the song we wrote about a girl you used to know



SK8TER BOI - AVRIL LAVIGNE

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 18:12
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23/03/2007

*100. Won't you kiss me, oh my Licia? *

Un giorno di pioggia Andrea e Giuliano

Incontrano Licia per caso

Poi Mirko finita la pioggia

Incontra e si scontra con Licia e così.

Il dolce sorriso di Licia

Nel loro pensiero ora c’è.

Kiss me, kiss me Licia

Certo il loro cuore

Palpita d’amore

Amore sì per te.

Kiss me, kiss me Licia

Sono affezionati

Ed innamorati

E pensan sempre a te.


(C.D.A.)


Ogni tanto me lo dimentico.

Ma per fortuna dopo un po’ arriva sempre qualcuno a ricordarmelo…proprio quando meno me lo aspettavo, proprio quando più ci voleva, proprio quando mi avrebbe fatto più piacere sentirmelo dire.

Ieri sera è successo di nuovo.

Qualcuno me lo ha ricordato un'altra volta.

E io sono riuscita a sorridere inebetita per l’ennesima volta di fronte alla più deliziosamente kitsch delle evidenze.



Il mio ragazzo si chiama Giuliano.

Uno dei suoi migliori amici si chiama Andrea.

Uno dei ricordi più belli che ho del tempo in cui ci siamo conosciuti è legato alla pioggia, anzi…ad un acquazzone senza precedenti.

Il mio ragazzo ed io suoniamo nello stesso gruppo. Una band il cui nome inizia con la B e finisce con la E.

Tra l’altro io ho un gatto roscio, peloso e trippone che mangia come quel bambino del Burundi la volta che l’anno portato a mangiare dalla Sora Lella.


Vabbè, il mio gatto ha tre zampe e non parla, quell’Andrea di cui sopra non ha i capelli blu e il mio ragazzo si limita ad essere romanista senza necessariamente portare in testa un cespuglio di capelli gialli e rossi…



…ma fino all’altro giorno lavoravo gomito a gomito con Germano Di Mattia che – per chi non lo sapesse – è stato il bassista dei Beehive nella lunga serie di telefilm sulla più famosa groupie della storia dei cartoni animati. Volete mettere?

Certo, potremmo discutere ore sull’eventualità che possa essere davvero preoccupante quanto io mi soffermi a trovare le somiglianze tra me e la tipa del cartone animato…ma glissiamo, anche perché io non ce lo vedo proprio mio padre a friggere polpette giapponesi con il fazzoletto in testa e l’espressione perennemente incazzata.

Ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta.

Ariel

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 20:26
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03/03/2007

*99. Mrs. Dalloway è tornata *

Dici che i tuoi fiori si sono rovinati,

non hai abilità...

...Ma non c'è niente che sia per sempre,..

..Puoi fingere bene,

ma so che hai fame...

...Tutto è efficacia, razionalità,

niente può stupire.

E non è certo il tempo quello che ti invecchia,

che ti fa morire...

..Non è niente, non è per sempre.

E troppo ormai che stai così male,

il tuo diploma in fallimento

è una laurea per reagire...

...Non è niente, non è per sempre...


(A.)


Mrs. Dalloway è tornata, con i suoi fiori freschi dentro al vaso, con i suoi saloni decorati e scintillanti, con i suoi sciami di ospiti allegri e cordialmente mondani, con il suo sorriso instancabile e grazioso. E finto.

Mrs. Dalloway si è sentita sola. Ancora. Sempre di più, forse.

Si è lasciata stupire da qualche profonda sorpresa di poco valore, regalandole con gioia un piccolo bagliore dei suoi occhi stanchi, e si è lasciata ferire troppo da scontate mancanze di grande spessore, concendo loro schegge di serenità che avrebbero potuto servire altrimenti.

L'incapacità di rilassarsi, di rimanere ferma troppo a lungo nello stesso posto, di trovare le parole adatte per non lasciar spazio al silenzio. L'incapacità di togliersi dalla faccia quella cazzo di paresi a forma di sorriso.

E Mrs Dalloway ha lasciato così scorrere ore e ore di benessere collettivo, di buona musica e sapienti doti enogastronomiche, di condivisione chiacchierata di cultura e gossip pseudo attuale.

Di senso di alienazione, di solitudine interiore, di inutilità trasparente al sapor di midori.

Mrs Dalloway della folla, Mrs. Dalloway che non la smette. Che non ha ancora capito quanto profondi siano i graffi che da qualche tempo la sua anima ha dovuto subire. Che non riesce a stimare quanto tempo ci vorrà per vedere spuntare una timida, illusa cicatrice.

Ma che ci riprova, sempre e comunque, perchè una festa è sempre una festa (anche se - ahi! - comincia con un cappello gettato sul letto) e comunque era da tempo che non faceva capolino dalla porta quella orrenda situazione. 

(...com'è che dicono? Ritenta, sarai più fortunato...)


Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta


Ariel 

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 13:56
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03/03/2007

*98. Ad memoriam Patagoniae *

Viaggiare partire viaggiare viaggiare partire Viaggiare partire viaggiare partire partire viaggiare viaggiare partire partire viaggiare non fermarsi mai chilometri che sotto il culo passano e allontanano i guai viaggiare, vedere tutti gli angoli della terra rincorrere le estati farsi rincorrere dalla guerra che hai nel cuore correre più veloce del dolore come un jet supersonico precedere il tuo stesso rumore e fare in modo che non ti raggiunga mai viaggiare al volante di una macchina scassata che per ogni chilometro in più é un gloria al padre e fare una telefonata a tua madre, dire é tutto a posto ritorno per Natale ad ogni costo partire viaggiare agosto dopo agosto ...



allontanare ancora un po' le responsabilità come in una crepa in una barca che prima o poi ti allagherà e sarà forse troppo tardi per rimediare partire viaggiare non dimenticare fotografare il mondo in movimento che si ripeterà ma chissà dove chissà quando partire e vivere cercando e ballando si ritmiche diverse e su diversi accenti ballare sopra i fusi orari e sopra i mutamenti di clima scalare la cima e poi scendere a valle una dieci cento mille miglia coi piedi per bagaglio e il mondo per famiglia mangiare le cucine dei paesi più lontani con le forchette con i bastoncini con le mani i paesi più lontani, ma lontani da che lontani da cosa lontani da dove con le radici nel tuo cuore e i rami nell'altrove partire col sole sempre in faccia ad ogni costo agosto dopo agosto...



Viaggiare sentirsi Marco Polo sentirsi molto solo qualche volta sopra un treno dentro uno scompartimento pieno di facce che non sai che non saprai confini di solitudini che non cadranno mai, che tu non rivedrai mai scambiare quattro chiacchiere in lingue che non sai comunicare con un semplice sorriso o con un gesto solo scoprirsi Marco Polo e non sentirsi solo tra gli umani stringere milioni di mani in ogni posto agosto dopo agosto... Viaggiare attraverso il suono, buono, il basso che é un tuono viaggiare attraverso la musica attraverso la cultura la scoperta della natura e di sé, viaggiare nei perché viaggiare in Internet o sopra un jet o in bicicletta o a piedi e muoversi rimanendo fermi sul posto agosto dopo agosto...




(L.J. 1995)




...e questo è tutto quello che saprete da me sul mio viaggio in Patagonia, perchè avevo tanta voglia di raccontare...ma la vita me l'ha fatta passare.




Ma questaè un'altra storia si dovrà raccontare un'altra volta.




Ariel












La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 13:36
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01/01/2007

*97. Wake up (ovvero, Capodanno allo Stairs) *

...'Cause it's easy not to



So much easier not to



And what goes around never comes around to you, to you



Get out get outta here enough already



Get up get up get up off of it



Wake up...



Ok. Sembrava non dovesse arrivare mai e invece ce l'abbiamo fatta. Sembrava che il 2006 dovesse rimanere qui per sempre e invece alla fine anche lui ci ha lasciati. E con lui questa sequela di infiniti post a tema che per tanti, troppi, significativi e sofferti giorni mi hanno tenuto compagnia. E' finito il 2006, ladies and gentlemen, e per noi finisce oggi anche "Jagged little pill" - con buona pace della mia ignara mentore spirituale, nonchè autrice del disco di cui sopra.





Se ne vanno i tormenti dell'inizio dell'anno, le difficoltà di non poter gestire le proprie emozioni e tanto meno quelle altrui, la complicazione di un tempo che scorre troppo veloce e dei muri eretti dall'incapacità altrui di comunicare. Se ne vanno i viaggi in giro per l'Europa alla ricerca di un Graal che non si è mai trovato...e però in compenso abbiamo trovato amicizie, scazzi, futuro lavorativo, pacchi e pacchi di souvenir e un portatore sano di gossip e ormoni maschili che collega (...ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno) a doppio filo Roma e Parigi.





Se ne vanno le gare di primavera, preparate in fretta e furia e di fronte all'incredulità di tutti, ma resta la coppa sulla mia libreria a testimoniare un terzo posto strappato a giovincelle che parlavano di debiti formativi mentre io pensavo a pagare l'IVA.





Se ne va l'estate più assurda che lo Sceneggiatore Demiurgo abbia mai scritto...tra Grandi Tornelli indemoniati, genitori sbroccati, crisi isteriche in Croazia e una sensazione di impotenza talmente forte da levare il fiato, da scaturire demoni dentro la testa, da farti ritrovare sola con te stessa nella maniera più dolorosa che si potesse immaginare. E solo allora - quando meno te lo aspettavi - ti ritrovi costretta a chiamare ogni singola amicizia con il proprio vero nome.





Se ne vanno i vecchi equilibri, ormai scardinati e destinati a non tornare mai più, se ne va la speranza che qualcuno a cui tutti vogliono ancora bene possa tornare sui suoi passi e sotterrare l'ascia di guerra, se ne va un po' di pazienza che si è rotta i coglioni di sentirsi così inutile e incompresa, se ne va un bel po' di salute fisica annegata in troppo alcool senza soluzione di continuità, se ne vanno spettri, fantasmi, dubbi e certezze.





Se ne va la Coppa del mondo, se ne va Michael Shumacher, se ne va Oddo a Milano (? ...), se ne va ancora un po' più lontano Lorenzo che quest'anno non ci è venuto a trovare fecendomi sentire ancora un po' più sola nel momento più sbagliato. Se ne va mio papà...ma io spero ancora un po' che torni.





Se ne è andato questo Capodanno allo Stairs, che sembrava che nessuno ci volesse venire a brindare con noi, che tutti si stessero sbattendo per trovare qualcosa di dannatamente migliore, e poi alla fine eravamo cinquanta e quando dalla porta ho visto spuntare il filosofo di Via Cordara 36 ho capito che ogni tanto i miracoli in giro li fanno ancora .





E adesso c'è il 2007 davanti a noi, c'è la Patagonia, c'è un'idea che DEVE assolutamente essere acoltata, c'è un libro che DEVE assolutamente essere scritto, che un'indipendenza che DEVE assolutamente essere conquistata in una maniera definitiva, c'è un amore forte, che non svanisce, che continua a rimanere accanto a me e che DEVE sentirsi in ogni momento la persona più amata del pianeta. C'è un nucleo forte di amicizie e di sentimenti che ieri si sono stretti con forza contro un bicchiere scintillante di scoppiettanti bollicine...ci sono momenti in cui si DEVE stare soli, per forza di cose e nessuno ci potrà mai fare niente, ma ci sono anche momenti in cui si DEVE stare uniti, insieme, occhi negli occhi e cuore nel cuore. E questo alla fine - anche se facciamo finta che no - lo sappiamo un po' tutti.





Perciò, piccola Ariel, muovi il culo e guarda avanti chè la fuori c'è il futuro e se non lo vai a vedere non lo saprai mai se è bello o brutto. Certo, sarebbe più facile non farlo...molto più facile...ma ogni lasciata è persa, dicono in giro. Avanti, piccola Ariel, SVEGLIA!





Ariel









 





 

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 15:02
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10/12/2006

*96. Not the doctor *

...Visiting hours are nine to five and if I show up at ten past six well I

Already know that you'd find some way to sneak me in and oh

Mind the empty bottle with the holes along the bottom you see it's

Too much to ask for and I am not the doctor...


Sinceramente non ho voglia di pagare debiti che non sono miei. Non ho voglia di diventare un bicchiere di whiskey che salta fuori dal cassetto segreto al momento opportuno. E non ho nemmeno voglia di fare da cerotto a una ferita che non è mia. Sinceramente, avrei solo voglia di un bel po' di aria fresca...

Non mi va affatto di essere adorata, idolatrata, rappresentata meramente per quello che non sono e non sarò mai. Non mi va affatto di essere una bambinaia, non mi va per niente di essere un'infermiera, non mi va (ancora) di essere la madre di nessuno...visto che (ancora) nella mia pancia per nove mesi non ho avuto l'onore di portarci nessuno. Mi va solo di uscire dalla porta del retro. Che qualcuno me la indichi, per favore.

Sono un po' stufa di ripulire il bagnasciuga dalle briciole delle conchiglie che vi divertite a schiacciare giusto un attimo prima del mio passaggio. Sono un po' stufa di trovarmi ad essere la parte complementare del primo essere in preda allo sconforto che passa da queste parti...credo che uno più uno fa due, io. E tra parentesi sono anche molto stufa di essere vista come la luce che vi si sbatte in faccia quando andate ad aprire la porta del frigo a mezzanotte. Di che cazzo sarete affamati, poi, mi chiedo io...io è da tempo che ho perso la voglia di mangiare (eppure sbranerei volentieri un cinghiale).

Non me la sento più (e non credo nemmeno che sia giusto) di fare la parte della colla che tiene insieme i vostri pezzi. Non me la sento più di fare la parte dell'idolo, della statuetta senza senso e pure troppo vulnerabile che vi divertite a guardare dal basso...Certi piedistalli, a me mi fanno venire le vertigini...anche se storicamente non ne ho mai sofferto.

Già, ma non soffrivo nemmeno di attacchi di panico, fino a qualche tempo fa.

Non me la sento più di essere vissuta come la protagonista di una scena che non è stata scritta da me. Aprite quella cazzo di finestra, è un ordine!

Non trovo più la ragione di vivere in funzione di un giorno qualsiasi che prima o poi, forse, arriverà...visto che a malapena arrivo alla fine di ogni fottutissima, difficilissima settimana scorsa. Non trovo più la ragione per essere responsabile di cuori fratturati e di battiti feriti, che non hanno nulla a che vedere con me. Non trovo più nemmeno la ragione di sostituirmi al fumo nebbioso e contorto che volete continuare a inalare.

E non ringraziatemi. Perchè non trovo nemmeno più la ragione per quello. (Anzi, vorrei potervi ringraziare io, un giorno. Ma dubito che accadrà).

 

Da queste parti, l'orario di visita è dalle nove alle cinque e io già lo so perfettamente che - se per un attimo abbasso la guardia e mi trattengo fino alle sei meno dieci - troverete di sicuro un modo per intrufolarvi dentro ad accampare l'ennesima delle vostre insensate richieste.

Ragazzi, occhio a quella bottiglia vuota dal fondo bucato...vedete, questo sì che è chiedere un po' troppo. E io...beh, io non sono il dottore.


Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.


Ariel

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 23:56
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23/10/2006

*95. Ironic *

...Well life has a funny way of sneaking up on you



When you think everything's okay and everything's going right



And life has a funny way of helping you out when



You think everything's gone wrong and everything blows up in your face ...




Tutto quello che mai avrei pensato potesse accadere si è verificato.  E non è ironico? No, non credo. O per lo meno non lo so. Ho ripreso a lavorare a giugno quando tutti sono andati in vacanza. E dovrei pure essere contenta, perchè almeno io lavoro  e tanti altri stanno a casa a guardare la tv. Mi va anche bene,  ma forse non c'era bisogno di farmi lavorare anche di sera, di sabato, di domenica, di ferragosto e quando cazzo avevano voglia loro. Ok, ironico. Ma sì. Eppoi l'Italia ha vinto i Mondiali. Figata, caspita. Ma vai a sapere che proprio quando io me ne stavo mezza nuda a piazza Venezia a cantare poo-po-ro-ppo-ppo-poo-roo i miei stavano litigando a casa, con mia madre che cercava in tutti modi di far rinsavire mio padre mentre lui stava già con la valigia in mano e un piede fuori dalla porta. Quando sono tornata dormivano, come cazzo facevo a immaginare tutto quello che stava succedendo? Mmm, ironico. Si', 'na cifra. E poi sono partita per Berlino, dove ho avuto l'impareggiabile onore di assistere a un concerto dei miei adorati Rolling stones (...prima dell'intervento del geriatra) proprio dove Buffon aveva pensato bene di parare il rigore a Trzeguet. Meraviglioso, ma avevo pur sempre una cistite che mi si portava via e dovevo scoprire via telefono che mio padre era già pronto ad andaresene in albergo pur di non stare più a sopportare me e mia madre. Manco la pazienza di trovarsi una casa. Questo non è ironico, fa proprio ridere...calcolando che mio padre non ha mai vissuto da solo nemmeno durante i furori del '68. Ma cazzo, poi c'è stata la Croazia...e lì che mi escono quasi le lacrime dalle risate. Mentre io mi facevo venire l'esaurimento nervoso pensando ai miei amici che se ne stavano bellamente al mare fregandosene del mio dolore improvviso...beh mi è toccato scoprire che se ne erano dimenticati perchè troppo presi da bizze, capricci, malintesi, puntigli e impuntature covati in 12 mesi e fatti serpeggiare per tutta la durata dei 15 giorni. La prossima volta statevene a Roma, chè in vacanza ci vado io. E questo non è ironico. Un po' grottesco, al massimo. E poi mi sono andata a prendere una boccata d'aria da tutto questo a Milano marittima, pensando di meritarmelo, visto che veramente in poche si erano rivelate le persone su cui potevo contare. Ma a quanto pare - e questa è forse la cosa più ironica di tutte - non era così, perchè tanto c'era qualcuno che ce l'aveva con me, che io avevo offeso e ferito non-si-sa-ancora-bene-quando e che non era lui che non si faceva sentire con me, bensì il contrario. Non si finisce mai di imparare a questo mondo, beata saggezza delle nonne. E per finire è ricominciato settembre e io ero più stanca di prima, e mio padre se ne era andato definitivamente, e mia madre dava tanti di quei numeri che me li potevo pure giocare al lotto, e che la mia famiglia passa attraverso un cataclisma senza quasi accorgersene, e i miei amici sono troppo occupati a giocare a nascondino per darsi una mano tra di loro. Bene, ma la domanda (mooolto ironica) è la seguente: tutto questo deve veramente ricadere inevitabilmente sulle mie spalle? Tutto questo deve veramente passare tramite me per sperare di intravvedere una soluzione?




Non lo so.




O meglio, direi di sì, visto che se un regalo di compleanno non lo organizzo io non vengo nemmeno invitata a farlo. (Tanto per dirne una, ma ce ne sarebbero una svaria). Ma lo sapete che c'è? Mi sa che non mi va più. Già ho sul groppone Atlante e Tuscolana 1055 da fare senza averne la minima voglia. E mi pagano pure. Perciò per il resto mi sa che si possono attaccare un po' tutti, visto che poi nemmeno si accorgerebbero che non ci sono più. Super-ironico, direi...Tanto, com'è che dice alanis? La vita ha un simpatico modo per distruggerti quando tu pensi che sia tutto a posto. E la vita ha anche un simpatico modo di aiutarti quando tu pensi che tutto ti sia già irrimediabilmente esploso in faccia.




Io per la prima parte ho dato. Ora aspetto la seconda.




Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.




Ariel




 

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 15:27
*commenti (17)*

30/09/2006

*94. Mary Jane *

...Please be honest Mary Jane

Are you happy

Please don't censor your tears...


Pensa per un momento di chiamarti Mary Jane, tenta per un brevissimo istante di immedesimarti in una di quelle verdi foglioline dagli strani poteri che - per una surreale beffa del destino - hai dovuto inconsapevolmente escludere dalla tua vita il giorno in cui lasciavi entrare l'amore.



Provaci solo per un attimo, piccola Ariel, socchiudi gli occhi, respira a fondo e rispondi giusto a un paio di fondamentali domande...




Qual è il problema, Mary Jane? Hai avuto una giornata difficile? Perchè fuori della porta hai messo il cartello "Non disturbare?" Ti sei di nuovo persa il posto nella fila, eh?



Che peccato...Sembra proprio che tu abbia definitivamente perso la voglia di ballare...



E' una lunga, infinita discesa - quella in cui ti sei cacciata prendendo al volo la prima montagna russa che ti è passata davanti. Solo che l'ultimo carrellino disponibile è schizzato fuori dalle rotaie ed è volato via. Con te dentro, guardacaso.



E' tua la voce che per tutta la notte continua a contare le pecore, vero, Mary Jane? Guarda che ti sentiamo...e il fatto - ahinoi - è che non capiamo proprio che motivo tu abbia di voler continuare a sognare. Tra l'altro, continui a perdere peso...non negare, perchè lo abbiamo scoperto, ma piuttosto chiediti se veramente c'è qualcuno per cui lo stai perdendo.



Che è meglio.



Vai a tutta velocità, signorina, complimenti...ma sei veramente sicura che sia quella la direzione giusta? A noi pare proprio di no...Ti aspettano un bel po' di contusioni da quella parte, se è davvero lì che ti incaponisci a proseguire.



...Per favore, Mary Jane, sii onesta: sei felice? Per favore, non censurare le tue lacrime...non a noi, che tanto le vedremmo comunque.



Stai combattendo la più storica, dolce crociata della tua vita. E stai persino andando bene. Sei l'ultima, grande innocente. E per questo noi ti amiamo. O per lo meno, diciamo di amarti...



Allora, per favore, prenditi un momento per stare da sola con te stessa, per essere egoista (e non avere paura di dirlo ad alta voce): smettila di preoccuparti per tutto quello che ti passa attorno, l'unica cosa che veramente conta in questo momento è la tua liberta, il tuo benessere.



Tieniti calda, tesoro mio, tieniti asciutta...e cerca di essere veramente sincera - con noi, se proprio non riesci a esserlo con te stessa...qual è veramente il problema, Mary Jane?




...Volete la mia risposta? E sia, ve la darò.



Dedicando questa canzone a tutti coloro i quali, nel corso della indimenticabile estate del 2006, mi hanno abbandonato, ignorato, trascurato, dimenticato, sfruttato.



E uso il passato prossimo perchè da tre giorni a questa parte sono felice. Non ne capisco il motivo, ma tant'è. (Posso solo sperare che duri, anche se non ci giurerei...)




Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.



Ariel

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 15:16
*commenti (12)*

31/08/2006

*93. Head over feet *

...You've already won me over in spite of me



And don't be alarmed if I fall head over feet



And don't be surprised if I love you for all that you are



I couldn't help it



It's all your faults...




Questa canzone parla d'amore. E non di un amore qualunque.




Parla di non amore che non ti lascia scelta, che quando ti parla ti obbliga ad ascoltare e a riflettere senza possibilità di sottrarsi. Un amore che sa trattarti e condurti mano nella mano verso la vita in una maniera talmente sconosciuta che ti spinge a chiederti come hai potuto sopravvivere senza fino al giorno prima. Un amore che ti sorprende, che ti sconvolge, che non devi mai prenderti il lusso di dare per scontato. Un amore che per te sarebbe in grado di fare qualsiasi cosa, che trattiene le porte e anche il respiro, per te. Un amore per la cui pazienza non verranno mai scritte parole di ringraziamento sufficientemente adeguate...E' l'amore che non avevi mai conosciuto prima, anche se dentro di te lo conoscevi da sempre. L'amore che ti sa ascoltare, che se essere il tuo migliore amico...ma non solo, per fortuna...




E' l'amore che non sapevi di volere. Che ti fa sentire come non ti sei mai sentita prima. Che ti fa desiderare quello che prima non hai mai desiderato. Perchè non lo conoscevi.




Ma adesso lo sai.




Ed è a questo amore, che vive e respira al mio fianco da quasi un anno e mezzo ormai, a cui è dedicato questo post - il più sentito e il più vero (perchè eterno) di tutta la serie.




Voglio ringraziarlo per non avermi mai abbandonato nel momento più difficile della mia vita, per aver sempre trovato il canale per starmi vicino, per aver sempre intuito la chiave per capire le mie esigenze, per aver sempre trovato le parole per non farmi allontanare dalla realtà. Per avermi sempre amato...e per non aver mai dimenticato che - anche al di là delle apocalittiche apparenze - nemmeno io ho mai smesso di amarlo. Nemmeno un istante. E così continuerà ad essere per sempre, finchè morte non ci separi.




Mi hai sopraffatto, anche al di là del mio volere. Potrei schiantarmi al suolo per l'emozione da un momento all'altro, ma tu non ti preoccupare se si verifica...non ti sorprendere se ti amo esattamente per tutto quello che sei.




E' semplicemente tutta colpa tua...











Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.




Ariel

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 16:57
*commenti (14)*

11/08/2006

*92. You learn *

...Swallow it down ( what a jagged little pill )

It feels so good ( swimming in your stomach )

Wait until the dust settles...


In questa canzone, Alanis mi suggerisce di farmi calpestare il cuore un po' da tutti...beh direi che ci sto riuscendo. E per fare le cose per bene ho deciso di iniziare da mio padre. A dir la verità, lui non si è affatto sottratto alla proposta. Devo capire se essergliene grata o meno. Lui sostiene di sì. Vedremo...


Alanis mi suggerisce di andarmene in giro nuda per il salotto di casa mia. A dir la verità lo faccio spesso. E non so perchè...ma non credo che la cosa mi abbia mai fatto più male che bene o viceversa. Nebbia alle pendici delle Alpi...



Inghiottire tutto e subito (cazzo di piccola pillola ruvida...mica lo so se ci riesco )

Sembra così buona (mentre mi nuota nello stomaco...ma dici davvero?! )

Aspettare fino a che le polveri non si depositino (...ah, ecco perchè. Adesso ho capito tutto.)



Alanis dice che se vivo imparo che se amo imparo che se piango imparo che se perdo imparo che se sanguino imparo che se urlo imparo. Spero di cuore che sia vero perchè altrimenti, se dopo tutto il torpedone di simpatiche sciagure che mi si è abbattuto contro, non avrò nemmeno imparato un cazzo mi roderebbe altamente il culo. Sapete?


Alaanis mi suggerisce di mordere molto più di quello che io riesca in realtà a masticare. A tutti. Lei dice che lo fa. Io non so se sono in grado...ho perso pure l'appetito. E vi giuro che l'avreste perso pure voi al posto mio.


Alanis mi suggerisce di spiaccicarmi i piedi in bocca in ogni momento. Dice che fa sentire liberi. Lo crederei volentieri e forse lo farei anche. Se solo capissi cosa demonio vuole dire questa assurda frase. Forse non parlo così bene l'inglese come pensavo...o forse no. Boh.


Buttare tutto giù, d'un colpo (la cautela ci protegge dal vento...e non sono sicura che sia necessariamente una cosa positiva.) 

E poi sollevarlo verso l'alto (verso i raggi...aho, e deciditi! Sennò non riesco a seguire alla lettera le tue istruzioni! Non ti puoi mica prendere gioco di una disperata che per ritrovare il filo della sua esistenza - nonchè della sua voglia di vivere - si è messa a prendere lezioni dal testo di una canzone...)

Aspettare e vedere, non appena il fumo si dirada (...fumo? Magari ce ne fosse...)



Vomitare tutto (proprio come farebbe un bambino di tre anni...ecco, mi ci mancava solo quello. Credevo di essere riuscita a smettere con certe cose, cazzo!)

Farne un miscuglio, giù dentro( tanto lo dovrei fare comunque?! Dici?! Ma no, secondo me si può evitare...almeno fatemici provare, che non è che mi va tanto.)

Tanto i camion dei pompieri stanno per spuntare da dietro la curva (...ah, perfetto. Questo sì che mi consola. I pompieri ultimamente stanno tornando un po' troppo nei miei discorsi. Spero che non sia un'avvisaglia di tipo sessuale. Me ne preoccuperei.)



Alanis dice che se provo dolore imparo se soffoco imparo se rido imparo se scelgo imparo se prego imparo se chiedo imparo se vivo imparo e io - come sopra... - spero di cuore che sia vero perchè altrimenti, se dopo tutto il torpedone di simpatiche sciagure che mi si è abbattuto contro, non avrò nemmeno imparato un cazzo mi roderebbe altamente il culo.


Spero di potervi raccontare quanto prima che effetivamente le cose sono andate proprio così. Ma per adesso non lo posso sapere. Ed è proprio questo che mi toglie il fiato, giorno dopo giorno, notte dopo notte.


Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.


Ariel

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 17:33
*commenti (9)*

10/07/2006

*91. Una (splendida) eccezione *

...una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatica e botte e
vinci casomai i mondiali...


(L.L.)


Era da vent'anni che ci sentivamo ripetere che eravamo troppo piccoli per ricordare. Che sì, c'eravamo...ma chi stava nella culla, chi già dormiva, chi era stato lasciato con la nonna ché magari il casino lo poteva far piangere.


Da quel momento in poi, è stata tutta una rincorsa invano, un'affannosa ricerca del tempo perduto. Una serie di speranze segretamente riposte nel cassetto, pur di vendicare un torto subito involontariamente, pur di mettere a tacere l'urlante rimorso di non essere nati qualche anno prima.


Questo era il dramma di quelli della mia età che poco poco amino il pallone. Che hanno cercato da sempre di farsi perdonare (da se stessi) l'impagabile assenza ne La Sera Della Partita.


E abbiamo subito la velocità inarrestabile della Russia di Lobanowski agli Europei dell'88...abbiamo subito i fischi del San Paolo che inneggiava a la mano de Dios in una semifinale scandalosa nel '90...abbiamo subito gli impietosi scherzi del Dio del pallone - e le lacrime di Baresi - dall'altra parte dell'oceano nel '94 in uno stadio che col calcio non c'entrava veramente un cazzo...abbiamo subito la fatale sciagura di Albertini e Di Biagio di maledetto pomeriggio in terra francese...abbiamo subito il devastante effetto di una malaugurata testata al momento meno opportuno che, proprio quando meno ce l'aspettavamo, trasformò un pallone di cuoio in oro nella finale degli Europei del 2000...abbiamo subito - a due anni di distanza - gli effetti dei camuffi coreani e scandinavi che ci hanno rispettivamente buttato fuori nel 2002 e nel 2004.


E onestamente non ce la facevamo più. Era ora di una rivincita. Era ora di esserci. Ma di esserci sul serio, senza che nessuno ci ripetesse più che eravamo troppo piccoli per ricordare.


Ed evidentemente qualcuno se ne è accorto.


Perchè sono arrivati i miracolosi occhi azzurri di Buffon e Cannavaro, la classe di Zambrotta, la temepestività di Materazzi, l'effetto sorpresa d Grosso, la generosità di Pirlo e Perrotta, l'estro capriccioso di Totti, i polmoni d'acciaio e il ghigno di ferro di Gattuso, la sfortunata instancabilità di Toni e la volenterosa incapacità di Camoranesi (...ché uno di cui parlare male ci deve sempre essere...e stavolta si è offerto lui, la nostra spontanea capra espiatoria che porta nel cuore la vendetta di Atahualpa...)


Sono arrivati al momento giusto gli apporti di De Rossi, Iaquinta e Del Piero. E sono arrivati 5 tiri: secchi, implacabili, decisi che non hanno concesso diritto di replica a nessuno.


CAMPIONI DEL MONDO.


E da lì in poi c'è stato solo il delirio, atteso da una vita, sperato nel profondo nel cuore e per questo più rabbioso, pagano ancestrale. Si è ballata la samba fino alle 3 di mattina a Via dei Fori Imperiali, ieri notte, e si vociferava addirittura che la mamma di Zidane non facesse un mestiere proprio legale...


Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.


Ariel 

La Piccola Ariel è passata da queste parti alle 12:24
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